La Siria, la guerra, i rifugiati sono al centro dell’attenzione di tutta la società civile. Il Libano, paese confinante ne ha accolti in questi ultimi due anni, secondo stime ufficiali, 1.500.000.  I siriani in fuga dalla guerra civile che infuria nel paese da marzo 2011 costituiscono un terzo della popolazione presente in Libano.  E’ il primo paese, insieme alla Turchia, dove trovano una prima accoglienza i rifugiati. Purtroppo le situazioni in cui sono costretti a vivere sono a dir poco precarie. Nel nord del Libano, a pochi chilometri da Tripoli, a Deddeh, si è formato uno di quelli che in Libano sono chiamati “collective center” dove vivono da tre anni 150 famiglie, circa 1400 persone di cui la metà sono bambini, molti dei quali nati li. Le condizioni di vita sono al limite, non esistono i servizi più elementari, come ad esempio l’elettricità.

Al Waha, questo è il nome del centro, è oltretutto una proprietà privata e i siriani occupanti pagano un affitto medio di 200 dollari al mese. I bambini non frequentano la scuola in quanto è troppo lontana dal centro e i genitori non sono in grado di pagare il trasporto. Le necessità sono molte, alcune organizzazioni non governative stanno facendo fronte a quelle primarie.  

Attraverso la raccolta fondi del 2016 l’Uisp in collaborazione con Coopi ha costruito un campo di calcio a 5 in uno spazio messo a disposizione dalla municipalità di Deddeh.

I lavori sono iniziati nel mese di ottobre 2016, con la spianatura del terreno, che ha richiesto un intervento complesso, per la morfologia del territorio.

Successivamente sono iniziati i lavori di recinsione lungo tutto il perimetro del campo, è stato riscontrato qualche problema che ha fatto allungare i tempi di realizzazione, in particolare una perdita d’acqua che incideva su una zona del campo.

I problemi sono stati ora risolti, e nelle prossime settimane i lavori saranno ultimati, con l’allestimento del campo, e si procederà alla sua inaugurazione e alla consegna al territorio, per garantire uno spazio di gioco e sport ai piccoli rifugiati di Al Waha e per la comunità locale.

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