La Siria, la guerra, i rifugiati sono al centro dell’attenzione di tutta la società civile. Il Libano, paese confinante, continua ad accogliere famiglie che fuggono dalla guerra. La regione della Bekaa in particolare accoglie il più alto numero di rifugiati siriani, circa 360,733 secondo gli ultimi dati forniti dall’UNHCR. Nel cuore di questa regione, a giugno, il villaggio di Qaa, a ridosso del confine siriano, è stato vittima di un’ondata di attentati terroristici e il sindaco del paese ha deciso di chiudere le porte ai rifugiati siriani  per evitare il ripetersi di simili episodi. A pochi chilometri dal villaggio di Qaa, sorge il distretto di Macharia al Qaa, una sorta di terra di nessuno che ospita all’incirca 30,000 rifugiati siriani. Successivamente al pluri-attentato di Qaa, le autorità libanesi hanno emesso nuove e severe misure di sicurezza il cui impatto ha gravemente danneggiato la libertà di movimento della popolazione di rifugiati che vivono all’interno del distretto. Fra queste misure, anche il divieto per qualsiasi organizzazione umanitaria di accedere a Macharia al Qaa. Ciò significa che per alcuni mesi, Macharia al Qaa è rimasta completamente priva di qualsiasi assistenza umanitaria, rendendo quasi impossibile per la popolazione siriana (composta soprattutto da donne, bambini e anziani) l’accesso ai servizi essenziali (in particolare assistenza sanitaria). Nel mese di ottobre, Terre des Hommes Italia  è riuscita ad ottenere il permesso di accedere a Macharia al Qaa dalle autorità libanesi. La situazione trovata è tragica. Nei campi manca di tutto, cibo, vestiti, medicinali, acqua potabile. Sono stati riportati casi di malattie dell’apparato intestinale e respiratorio. Nonostante la possibilità  di accedere a MAQ, resta comunque difficile assistere le famiglie poichè molte di esse dipendono dalle decisioni del proprietario terriero su cui sono installate le tende in cui vivono. Fatto che aumenta il rischio di sfruttamento delle famiglie, tra cui il lavoro minorile e SGBV nei confronti dei bambini e delle donne. Questi includono le peggiori forme di lavoro minorile, molestie da parte dei datori di lavoro nei confronti delle ragazze, dei minori separati dai tutori, matrimoni precoci, violenza domestica, abusi verbali e punizioni corporali. Inoltre, l’isolamento e movimento limitato imposto alla popolazione che abita a MAQ, aggrava ulteriormente la  situazione. La mancanza di sicurezza, i meccanismi di applicazione della legge, così come il movimento ristretto imposto agli attori umanitari che operano nei campi di Child Protection e violenza sessuale e di genere impedisce di dare una risposta di protezione per queste violazioni.  Giocagin per il 2017 si farà carico di un piccolo pezzo di questa grande emergenza. I bambinPrinti hanno diritto al gioco e a vivere la propria infanzia. La fondazione Terre des Hommes è da sempre in prima linea in difesa dei bambini. Nell’ambito di un più ampio progetto che affronterà in primo luogo le emergenze, abbiamo previsto insieme l’acquisto di un ludobus che possa aiutare ad affermare, anche in queste zone, il diritto dei bambini al gioco e a vivere la propria infanzia. Nostri formatori inoltre daranno tutta l’assistenza necessaria agli operatori locali per l’avviamento delle attività.